NOVA
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Der Zauberberg -

11/07/09

I peggiori al mondo

Sembra ci sia qualcosa (di negativo) in cui qualcuno ci batte. E se a scriverlo è la Reuters forse non è vero che la stampa internazionale sia compattamente dedita alla demolizione del Bel Paese.

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10/07/09

La confluenza

Per le misteriose vie dell'imprevedibile, Nova incrocia i suoi passi con le imprese sociali. Il numero di ieri dedicava grande spazio all'innovazione sociale. E sulla Review un breve intervento di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai. Come dire, compagni di banco nel mondo che Euricse mi ha aperto.

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Day One

Primo incontro ieri, nella Manifattura di Rovereto, per la costituzione di The Hub trentino. La community comincia a prendere forma tra le colonne di ghisa della vecchia fabbrica di sigari. Paolo Campagnano e Jari Ognibene ci credono. E si vede. All'incrocio tra impresa sociale e green innovation, seguendo il bisogno di strade nuove, le danze hanno preso il via. Se il fenomeno che sta prendendo piede in tutto il mondo riuscirà a mettere radici anche da noi lo si dovrà solo ai ventenni e trentenni che ieri si sono autoconvocati per parlare imprenditorialità sociale e responsabilità civile. Erano una quarantina, altri si spera verranno.

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07/07/09

Un tetto sopra la testa

Così nell'amministrazione Usa, dopo bolla immobiliare, ciclone finanziario e recessione, si torna a parlare di housing: "How do we, like Germany, catalyze a standardized market in residential energy efficiency for new and existing buildings? (...) We need a new set of institutions and intermediaries that naturally, seamlessly, routinely cross borders to treat market challenges, and we need a new level of city and suburban collaboration to get this done. All of this is happening already on the ground, in Chicago and elsewhere. Now it needs to be embedded, encouraged, catalyzed and rewarded in federal policy".

Hard question, ma con prospettiva chiara.

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05/07/09

Puntinismo

Proprio azzeccata la definizione di Twitter come fenomeno di "puntinismo giornalistico". Come in una tela di Seurat - ha scritto Andrew Sullivan - il disegno intero si comprende solo ad una certa distanza, quanto la profondità permette di unire i diversi punti.

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04/07/09

Il problema siamo noi

Tra le molte ragioni proposte per spiegare perché Berlusconi sembri resistere a tutto e a tutti, rimanendo saldo al potere nonostante scandali e infortuni di varia natura, ce n'è una che nella sua semplicità mi sembra molto persuasiva. Berlusconi resiste e vince le elezioni perché la maggioranza degli italiani è profondamente fatalista. Più che popolare è inevitabile, scriveva Tim Parks su The Guardian qualche tempo fa. Senza eredi o avversari credibili, è vissuto dal paese come un monarca al quale ci si adegua. In attesa di eventi.
 
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01/07/09

UNite

Ri-cevo e ri-giro, per chi volesse unirsi alla campagna delle Nazioni unite. UNite to Combat Climate Change - UNEP Seal the Deal!

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30/06/09

Twitter sulle barricate

Icastico ma efficace. Così scrive Darrell M.West su The Huffington Post: "On their own, digital technologies cannot produce revolutions. To generate fundamental change, it still takes strong leadership, powerful ideas, and people willing to risk arrest and imprisonment".

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28/06/09

Omogeneizzazione linguistica

Le prime dodici lingue del mondo (parlate da almeno 100 milioni di persone) rappresentano lo 0,2 per cento di tutte le lingue parlate e il 44,3 per cento di tutti i locutori. Le settantadue lingue che seguono, parlate da un numero di locutori compresi tra 10 e 100 milioni (e qui c'è anche l'italiano), rappresentano l'1,2 per cento di tutte le lingue parlate e il 38 per cento di tutti i locutori.
Quindi le prime 84 lingue della terra rappresentano l'1,4 per cento di tutte le lingue parlate e l'82,3 per cento di tutti i locutori. Le altre sei-settemila lingue censite nel pianeta sono usate da gruppi di dimensioni ridotte: più della metà, si stima, da meno di diecimila persone. Il che, tradotto in probabilità di sopravvivenza, significa che sono destinate velocemente a scomparire. Il prossimo secolo qualcuno calcola che potremmo assistere ad una decimazione, non compensata dalle nuove lingue che (pure) compaiono. Nelle lingue il ricambio è continuo. Secondo qualche linguista il numero di lingue che l'uomo nel corso della sua esistenza ha utilizzato - tra morte e ancora presenti - sarebbe di circa 140mila. Quindi lo sfoltimento non è un fenomeno recente. Ma oggi il ritmo di quelle che nascono non sta al passo con quello delle lingue che muoiono. L'urbanizzazione sta accelerando il processo, come scrivono Louis-Jean Calvet e Alain Calvet su La recherche. Ed anche internet e le altre facce che la globalizzazione ha assunto stanno facendo la propria parte in questa storia. Anche questa è una diversità che, una volta scomparsa, sentiremo di rimpiangere?

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26/06/09

Dalle retrovie

Quella che segue è la lettera aperta di un sacerdote genovese al suo vescovo, sui silenzi e sugli imbarazzi con cui i vertici della Chiesa italiana si mantengono fedeli alla linea politica seguita in questi anni. Una linea, come argomenta don Farinella, che in fatto di credibilità ha scavato un solco che sarà difficile colmare.



SENZA LA PROFEZIA, RIMANE LA COMPLICITÀ

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E´ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell´omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull´inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell´Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all´integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un´assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l´immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E´ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l´attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l´8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell´inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all´accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull´odio dell´avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l´altro 50% sotto l´influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d´interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall´eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l´etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant´Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l´imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d´oro.
Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d´oro? Quando il vostro silenzio non regge l´evidenza dell´ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire ... sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest´urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent´altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall´ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l´integerrimo sant´Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell´imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l´anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l´imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l´arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull´altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l´Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all´Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all´Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: " Bibbia, parole, segreti, misteri " e " Ritorno all´antica Messa ", sempre editore Gabrielli.

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