Certi militanti del software libero hanno la capacità poco invidiabile di difendere la propria causa con argomenti e toni che sembrano scelti dai loro avversari per impedire che facciano proseliti. E’ quanto accade quando polemizzano nei confronti del centro di ricerca costituito dall’Università di Trento insieme a Microsoft. Il coinvolgimento della multinazionale di Redmond bolla automaticamente l’iniziativa di Trento come un’opera del diavolo, in cui il denaro pubblico fluisce a fiumi per arricchire la già pingue creatura di Bill Gates. Peccato che questo appassionato corpo a corpo, Davide contro Golia, dia spazio alle presunzioni più che ai fatti, con un approccio rozzo che non contribuisce certo alla causa dell’open source. A Trento l’Università è riuscita in un’impresa non banale, negoziando con Microsoft la costituzione di un centro di ricerca che investiga temi di base nel settore della bioinformatica. L’accordo è inusuale per una multinazionale del software: non c’è alcun vincolo ad usare tecnologia Microsoft, si lavora per la comunità scientifica, i risultati sono accessibili liberamente in rete. Da un lato Microsoft ci guadagna una finestra su un mondo che le e’ distante ma che promette grandi innovazioni future. Dall’altro l’Università si garantisce una visibilità mondiale, che già nella fase di reclutamento dei ricercatori ha assicurato l’interesse di centinaia di candidati dalle migliori realtà internazionali. Il Centro e’ diretto da un ricercatore dell’Università di Trento e il finanziamento iniziale viene in parti uguali dalla Microsoft, dal Ministero della ricerca e dalla stessa Università, grazie ad un accordo con la Provincia di Trento. Nel complesso l’operazione e’ a saldo positivo per i diversi partecipanti e può rivelarsi un buon modello da diffondere. Nessuna prevaricazione, nessuna strumentalizzazione. Solo una politica, intelligente, di apertura verso aree di frontiera dove la computer science incontra altre discipline (in questo caso la system biology) e che neppure un colosso informatico può pensare di affrontare da solo. Tanto da dover accettare di lavorare alle regole della comunità scientifica, anziché imporre le proprie.
http://exedre.xed.it/archives/90
Scritto da: Giovanni BOnenti | 14/06/07 at 12:13
"l’Università si garantisce una visibilità mondiale".
Questo e' indubbio, il dubbio e' se sia lecito svendersi alla principale causa di rallentamento dell'innovazione nel mondo al fine di acquisire visibilita' mondiale. Una universita' pubblica che dovrebbe fare della diffusione di conoscenza libera per il miglioramento del mondo la sua missione finisce col legittimare una multinazionale che rappresenta esattamente l'opposto, ovvero il lock-in della conoscenza.
Alcuni credono che sia lecito (e hanno le loro buone ragioni, tra cui l'immenso ritorno di immagine che anche i "militanti del software libero" riconoscono), altri credono di no.
"... aree di frontiera dove la computer science incontra altre discipline (in questo caso la system biology) e che neppure un colosso informatico può pensare di affrontare da solo."
Se lo crede veramente pecca di grandissima ingenuita', ma sappiamo tutti che lei non e' ingenuo.
Scritto da: John | 14/06/07 at 13:40
Peccato che non sia vero che i costi sono ripartiti in parti uguali, e questo risulta dai bilanci!
La Microsoft finanzia *solo* in conto capitale, con tutto cio' che ne consegue.
Ci spieghi lei i bilanci di questa societa', il desiderio e' quello di capire, non condannare.
Ma finora cio' che si e' capito porta ad una condanna netta, vista anche la segretezza di alcuni documenti fondamentali.
Scritto da: Vincenzo | 14/06/07 at 15:54
Invece di inveire contro quelli che la pensano in maniera differente da lei sarebbe il caso si impegnasse in maniera da rendere pubbliche le porzioni di verbale segretate e poi eventualmente ribattere sull'analisi del bilancio. Visto che i soldi fino a prova contraria sono dei cittadini e non suoi sarebbe il caso mostrasse più rispetto verso coloro che le pagano lo stipendio, anche verso quelli che non la pensano alla sua maniera. Cordiali saluti.
Scritto da: Roberto A. Foglietta | 14/06/07 at 16:06
Invece di magnificare le sorti dell'accordo, un giornalista serio darebbe conto anche di posizioni come quella espressa dall'AsSoLi, disponibile al link: http://softwarelibero.it/delucidazioni-sul-trasferimento-di-fondi/
grazie
Carlo Vaccari
Scritto da: Carlo Vaccari | 14/06/07 at 17:23
Lei dice che l'attacco da "spazio alle presunzioni più che ai fatti, con un approccio rozzo che non contribuisce certo alla causa dell’open source".
Non so se ha letto il documento "Delucidazioni sul trasferimento di fondi pubblici alla ricerca privata in Provincia di Trento" presentato dall'associazione Software Libero e pubblicamente accessibile a
http://softwarelibero.it/files/delucidazioni-sul-trasferimento-di-fondi_1.0.pdf
Sono 24 pagine, precise, chiare e con dati precisi sulle quantita' di euro che sono coinvolte. I soci di AsSoLi hanno raccolto questi dati attraverso i documenti pubblicamente disponibili e analizzato la situazione al meglio delle loro possibilita'. Hanno sbagliato in qualche punto? Benissimo, contesti quei punti. Purtroppo non lo fanno di lavoro e non sono pagati con denaro pubblico ma lo fanno per passione. E' quindi possibile che abbiano sbagliato. Dica dove e da persone intelligenti quali sono riconosceranno l'errore.
Ma non e' forse vero che alcuni documenti e accordi siglati con Microsoft Corporation e le sue controllate sono tutt'oggi segreti? E' forse troppo chiedere che si sappia almeno sotto quale accordo vengono impiegati soldi pubblici?
In caso cio' non sia vero, potra' rimediare facilmente inserendo i link a quei documenti direttamente come commento qui.
Evitiamo di dare "spazio alle presunzioni più che ai fatti" come lei sostiene facciano "certi militanti del software libero" con "un approccio rozzo che non contribuisce certo alla causa dell’open source". Rendiamo pubblici i gli accordi che trattano di soldi pubblici e prodotti da dipendenti pubblici, cosi' come i membri di Assoli hanno reso pubbliche le loro analisi.
Ai lettori giudicare chi ha un approccio rozzo e chi da spazio alle presuzioni piu' che ai fatti.
Scritto da: Antonio Crivelli | 14/06/07 at 18:17
Egregio Assessore Gianluca Salvatori,
con la presente vorrei manifestare la mia perplessità in quanto
cittadino italiano residente nella Regione Trentino Alto Adige.
In questo Suo blog personale si legge:
"Certi militanti del software libero hanno la capacità poco invidiabile
di difendere la propria causa con argomenti e toni che sembrano scelti
dai loro avversari per impedire che facciano proseliti. E’ quanto accade
quando polemizzano nei confronti del centro di ricerca costituito
dall’Università di Trento insieme a Microsoft.
[...]
Peccato che questo appassionato corpo a corpo, Davide contro Golia, dia
spazio alle presunzioni più che ai fatti, con un approccio rozzo che non
contribuisce certo alla causa dell’open source."
Mi chiamo Antonio J. Russo e più che "un certo militante" sono un
ex-dipendente della Provincia Autonoma di Bolzano dove mi sono occupato
per diversi anni di formazione professionale e software libero.
Nella mia carriera professionale, ho avuto la fortuna di coordinare
insieme ad altri colleghi diversi progetti di software libero tra cui
FUSS (Free Upgrade in Southtyrol's Schools), il più grande dei progetti
di migrazione a software libero a livello europeo.
Questa iniziativa ha suscitato in maniera positiva l'attenzione di
diverse istituzione pubbliche e private a livello nazionale e
internazionale. Ultimamente anche l'Università delle Nazione Unite si è
occupata del nostro progetto:
http://ec.europa.eu/idabc/en/document/7053/470
Attualmente lavoro per il governo francese, sempre sullo sviluppo di
software libero in ambiente educativo.
Tornando a Lei, mi permetto di segnalarLe un nuovo studio, che insieme
ad altri colleghi abbiamo svolto per conto dell'Associazione per il
Software Libero.
Nel suddetto documento, non si fanno presunzioni ma vengono riportati
fatti documentabili attraverso atti prodotti della società consortile,
della Provincia Autonoma di Trento e da Lei stesso.
La invito vivamente a leggerlo e, se lo ritiene opportuno, a contestarlo
attraverso prove documentali prodotte nelle sedi ufficiali.
Il documento è pubblico e si trova presso il sito web
dell'Associazione:
http://softwarelibero.it/delucidazioni-sul-trasferimento-di-fondi/
Per finire, Le ricordo che a pagare sia il Suo stipendio sia lo
stipendio dei dirigenti del Centro di Ricerca, siamo noi cittadini
attraverso le nostre tasse, dunque La pregherei cortesemente di fare i
nostri interessi e non quelli di un'azienda straniera condannata in sede
europea per abuso di posizione dominante.
Cordiali Saluti
Antonio J. Russo
Scritto da: Antonio J. Russo | 14/06/07 at 23:25
...e bravo l'assessore Cangini!!!
Lei ha dato proprio il buon esempio.
Diventera' sicuramente primo cittadino.
Saluti
Scritto da: Stefano | 15/06/07 at 21:13