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Collezioni allo scoperto

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Philippe Daverio, venuto a Rovereto per festeggiare i cinque anni del Mart, ha l’aria di saperla lunga. Infatti non sembrava per niente sorpreso del successo di un nuovo museo di arte contemporanea, pur partito con una collezione limitata e con ambizioni superiori alle certezze.

Anni di esperienza e conoscenze non superficiali evidentemente gli facevano intuire che, dietro una facciata declinante e timorosa verso la contemporaneita’, anche nel nostro paese si celasse una quantita’ di risorse nascoste. Come le decine di collezioni private che aspettavano un progetto culturale serio e un contenitore di prestigio per venire allo scoperto. Cosi e’ stato infatti, malgrado non pochi scetticismi iniziali.

Ma non sara’ lo stesso anche per altro? La sensazione di inadeguatezza italiana in tanti settori non potrebbe scoprirsi sovrastimata se si avesse più spesso il coraggio di rischiare in nuovi progetti? Magari proprio con il pubblico a fare da apripista, per dimostrare che e’ possibile? La tirannia della mediocrita’ non e’ un destino inevitabile. E’ solo più comodo.