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Scientific journal 2.0

PLoS One è una rivista scientifica on line nata di recente (compie un anno a giorni) per iniziativa della Public Library of Science. Si definisce "open access 2.0". La novità che ha introdotto nel mondo della comunicazione scientifica è la gratuità, la rinuncia al formato cartaceo e l'adozione di criteri web 2.0 per referaggio e commenti agli articoli. Con conseguenze tuttaltro che banali.

La prima è la priorità data alla diffusione: un'idea di comunicazione che sposa in pieno il paradigma della rete. Quel che conta è raggiungere più lettori possibili e mettere a disposizione nuova conoscenza di qualità (l'impact factor di PLoS Biology, la prima nata della serie, è già schizzato al primo posto al mondo tra le pubblicazioni della sua categoria; la stessa PLoS One, nonostante sia cosi "giovane", non è molto distante dall'impact factor di riviste di antico blasone - e costose - come Science e Nature. Anche se probabilmente è il concetto stesso di impact factor a dover esser rivisto a seguito dell'entrata in scena di questa nuova generazione di riviste scientifiche).

La seconda conseguenza è che lo strumento di comunicazione si adatta al suo contenuto, e non viceversa. I contributi non devono sottostare ai vincoli fisici di spazio imposti da una rivista tradizionale. Come è capitato ad esempio al ponderoso lavoro dell'Istituto agrario di San Michele all'Adige sul genoma della vite. Di cui ho già parlato in un post di agosto, commentando una querelle scientifica imperniata proprio sulla completezza dei risultati chiamati in causa da gruppi di ricercatori in competizione per fondare le proprie rivendicazioni di paternità scientifica.

Uno strumento di comunicazione come Plos One interpreta bene questa esigenza. La densità di un lavoro può essere resa senza limiti, mettendo ciascun lettore in condizione di valutare direttamente l'intero apparato di dati e di conoscenze prodotte. Come richiedono questi tempi, in cui la ricerca poggia su collaborazioni scientifiche sempre più ampie per dimensioni e estensione. E sempre meno facili da sintetizzare in poche pagine (o addirittura in titoli ad effetto per i grandi media). Insomma, PLoS sta ridefinendo il ruolo delle riviste scientifiche: da statica raccolta di scritti a letteratura dinamica e in costante evoluzione. Con una costante interconnessione tra scienziati e pubblico (open peer review). Secondo una visione sempre più popolare e diffusa.

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