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Berlin, Florida

Berlino mi fa l’effetto di una città che vuole ricordare – a se stessa, alla Germania, al mondo – i crediti che deve ancora riscuotere. E quindi reclama il diritto di non essere tetragona, di vivere senza preoccuparsi che i conti quadrino. Un po’ bohemien, un po’ cicala.

Sopporta i nuovi simboli (piuttosto grigi e dimessi) del potere federale. Cerca di mantenere le tracce del passato ancora non cancellate. Recupera e ricuce i vuoti lasciati dal muro. Lasciando intendere in fondo che il suo cuore è ad est, dove il tempo è scorso rallentato.

Arte, design e creativi nei cortili dietro ad Alexanderplatz. Ricerca scientifica negli edifici nuovi oltre il Tiergarten. Nel tentativo di riempire il vuoto di industria e di ingegneria lasciato da sessant’anni di storia "diversa". Berlino che cerca il suo Zeitgeist nell’economia della conoscenza sembra ispirarsi più a Richard Florida che ai severi pensatori prussiani.

E’ proprio da vedere se riuscirà questa metamorfosi nel cuore d’Europa. Dove la memoria non si formatta con un click e la Sehnsucht non è una delle sindromi curabili dal Dr. Gregory House.