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Underground web

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Le pubblicità nelle vetture della metropolitana di Londra, affisse sulle teste ondeggianti di milioni di passeggeri, sono una miniera di opportunità per chi naviga nel web. Se si escludono i messaggi strettamente commerciali e le minacce rivolte al due per cento di passeggeri che viaggia senza biglietto, emerge un percorso chiaramente pedagogico. Con tutta probabilità studiato da qualche "Master of the Tube" nascosto nelle viscere londinesi, imperscrutabile e chiaramente misogino (come già documentato).

Si parte dalla ricerca di impiego (http://www.reed.co.uk/). Se non ne avete uno è sconsigliato che andiate in giro a ciondolarvi. O quantomeno andate a piedi anziché occupare il posto di qualche lavoratore. Il sistema di trasporto urbano veloce non è stato costruito per favorire il bighellonaggio. La prima metropolitana al mondo fu concepita come strumento di produzione al servizio del capitale, mica solo per scarrozzare esuberanti scolaresche italiane. Cosi avrà meditato Marx mentre consumava i gomiti nella Reading Room della British Library.

Più in particolare, se siete donne, il suggerimento è di preferire un impiego nel settore tecnologico (http://www.womenintechnology.co.uk/content_static/intro_more.asp). Al di qua dell’Atlantico le cose non vanno sempre per il meglio quando si tratta di innovare. Chissà che un apporto più consistente di lavoro femminile non aiuti a colmare il divario.

Tentare non nuoce e comunque per prudenza, in alternativa, si può puntare al settore dei servizi. La Gran Bretagna è sopravvissuta brillantemente alla deindustrializzazione con un impetuoso sviluppo del terziario. Non solo servizi finanziari o assicurativi però. Il consiglio pragmatico della mente sotterranea è di investire nel turismo. Compratevi una camera d’albergo (http://www.guestinvest.com/): la usate quando volete e negli altri giorni vi rende un gruzzolo. Semplice e comodo. Tanto alla gestione ci pensa un esercito di immigrati indiani.

Se poi anche questa soluzione non vi garbasse, non resta che il gioco d’azzardo (http://www.pokerstars.com): è come lavorare nella finanza, solo più sicuro.

Risolto cosi il problema di sbarcare il lunario si può passare ad altro. In ossequio al principio "no taxation without representation" la vostra posizione di percettori di reddito (e dunque di contribuenti) ora vi garantisce il diritto, supremamente anglosassone, di scegliervi i governanti (www.londonelects.org.uk).

Tuttavia la democrazia non finisce con le strutture di rappresentanza elettiva. Per costruire solide istituzioni sociali serve anche impegno civile. Non state lì dunque a scaldare il vostro sedile, rivestito di velluto dalle discutibili fantasie (brevetto London Transportation, mai reclamato né imitato da nessuna altra nazione al mondo). Anziché chiedervi cosa puo’ fare il governo per voi, andate su www.tfl.gov.uk/tfl/corporate/projectsandschemes/communityandeducation/asb/default.aspx e diventate parte di una cittadinanza attiva.

Qualora però la prospettiva cittadina vi sembrasse troppo limitata, a fronte di un passato imperiale e di un filantropismo con profonde radici fabiane, le pareti del vostro vagone sono piene di suggestioni positive e globali: http://www.oxfam.org.uk/, http://www.worldvision.org.uk/ e persino http://www.giveafewbob.org/ (dove non è noto chi sia questo Bob, ma è chiaro che da voi si aspetta molto).

Questa correzione umanitaria di spiriti imprenditoriali, altrimenti eccessivi e gretti, è la prova che non siamo più nell’Inghilterra di Dickens. Del resto la nuova swinging London dista anni luce da quell’immagine grigia e caliginosa che aveva ai tempi di Charles. Oggi è colta, sofisticata e creativa. Naturale quindi che l’arte vi insegua anche sottoterra (http://www.tfl.gov.uk/tfl/corporate/projectsandschemes/artmusicdesign/pfa/#main-content).

Come è naturale del resto che mentre precipita nel buio delle gallerie l’animo umano sia più disposto ad elevarsi per cercare la luce. A questo ci pensa http://www.jesuslambofgod.org/. Un versetto alla volta, in capo a qualche migliaio di viaggi anche la Bibbia si fa strada lungo i binari. E’ l’evangelizzazione dei pendolari contro cui talvolta reagiscono i fedeli di altre religioni, meno abituate a considerare i moderni mezzi di trasporto un veicolo di fede.

Insomma dopo centinaia di scale mobili e decine di fermate alle stazioni finalmente un punto chiaro e stabile. "The Tube" duetta con "the Web", e dal sottosuolo allunga lo sguardo sulle nostre vite di superficie. Magari perché la pedagogia underground – sotto, sotto – crede di poterle rendere meno superficiali.