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Guardare (attraverso) Cristina

Tall Ascoltare Cristina Benedetti è quasi un controsenso. Più che altro la si guarda. Church

House

Meglio: si guarda attraverso i suoi occhi di architetto, guru della progettazione bioclimatica che ha girato il mondo, dalla Norvegia alla Nuova Caledonia, dalla British Columbia alla Thailandia, fotografando e filmando ogni costruzione in cui il legno è protagonista. Antichi e moderni, semplici o arditi: quel che conta è che siano edifici costruiti con un’anima, di cui il legno è il nucleo.  Sulawesi_clip_image002_0005_3

Cristina è laconica davanti al pubblico della Triennale del legno: per lei, fa capire, in architettura le opere contano più delle parole. E le immagini parlano – che si tratti di chiese, terme, case, depositi o altro ancora – raccontando di forme radicate nell’uso, ispirate dall’ambiente circostante, al punto di trovare naturale ricavarne i propri materiali. Senza soluzione di continuità, così come sorprendemente si scopre che non esiste neppure distanza tra forme costruttive che comunità poste agli antipodi dalla geografia, senza conoscersi o avere contatti, hanno scelto per soddisfare le stesse esigenze: che siano quelle di immagazzinare il raccolto o di dare uno spazio al sacro. Thai

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Quasi a suggerire, quando si tratta di archetipi culturali, che la geografia non è poi così importante. Come testimonia l’uso che nella storia si è fatto del legno per modellare lo spazio di vita degli uomini. Proprio questo, forse, è quel che da forza a questo ritorno del legno ai nostri giorni: è materiale globale sin da prima che la globalizzazione fosse realtà.Norway