David Roland-Holst, economista presso il Center for Energy, Resources and Economic Sustainability dell'Università di Berkeley, ha appena concluso una ricerca sugli effetti economici di trent'anni di politiche introdotte dalla California a favore dell'efficienza energetica.
Secondo lo studio (che si basa su dati relativi al periodo 1977-2007 e quindi non risente dell'onda recente pro-sostenibilità) la California nel corso del trentennio ha visto nascere 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro e ne ha visti scomparire (a causa delle politiche di risparmio energetico) non più di 25.000.
Parte di questo risultato si deve al fatto che i risparmi sulla bolletta energetica sono stati utilizzati dai cittadini per finanziare altri consumi, contribuendo alla nascita di nuova occupazione specialmente nel settore del commercio e dei servizi.
Comprensibile quindi che il governo della California stia approvando delle misure che rendono ancora più restrittivi i limiti imposti alle emissioni di gas serra, dando così attuazione ad una legge approvata due anni fa. Anche in California naturalmente ci sono settori industriali che lamentano l'eccesso di vincoli e di costi che deriva dal nuovo regime. Critiche che suonano familiari, specie in questi giorni. Ma il repubblicano Schwarzenegger non è di tipo da lasciarsi impressionare più di tanto. E i risultati in termini di occupazione gli danno ragione.
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