Il sessismo della computer science
Il New York Times dedica un articolo al tema della contrazione del numero di donne che scelgono la carriera di computer scientist. Non che prima fossero numerose. Però la prevalenza di studenti di sesso maschile era una tendenza relativa all'insieme delle carriere tecnico-scientifiche e non un problema specifico delle ICT.
Quanto è avvenuto nel corso degli ultimi venti anni indica invece come la distanza che nelle carriere tecniche separa uomini e donne è venuta riducendosi, fino a sparire del tutto, mentre è rimasta - anzi è si è rafforzata - nel settore informatico. I dati della National Science Foundation mostrano che negli Stati Uniti oggi sono donne più della metà dei laureati in materie scientifiche e tecniche. Mentre se si guarda alle percentuali della computer science si osserva una diminuzione delle donne laureande dal 28 per cento dell'anno accademico 2001-2002 al 22 per cento del 2004-2005. E la tendenza è ulteriormente peggiorata in anni più recenti, fino a scendere sotto il 10 per cento.
Il calo di interesse non ha una spiegazione univoca. Qualcuno sostiene che una responsabilità sia da attribuirsi all'influenza crescente dei video giochi, specie tra i giovanissimi, che ha consolidato una percezione del computer come "giocattolo" prevalentemente maschile. Un'altra teoria riguarda una sorta di migrazione degli interessi femminili dagli aspetti più ingegneristici, legati alla programmazione, a quelli più estetico-umanistici del web design, che tuttavia non sono considerati come parte della computer science tradizionale. Su tutto poi pesa un problema legato alla immagine dei ruoli sociali, con una virata decisa del settore computing verso un profilo di "nerd" o "geek" monomaniacali da cui gran parte delle donne si sentono poco attratte.
Comunque sia, venticinque anni fa il lavoro di informatico suscitava un interesse quasi analogo in uomini e donne. Oggi il settore si è decisamente mascolinizzato. Con tutte le prevedibili conseguenze del caso...
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Un dato di fatto e' che dieci anni fa il settore IT, dal punto di vista universitario e del lavoro, si poteva ancora considerare giovane, poco o non completamente associato a stereotipi, e soprattutto c'erano senz'altro buone prospettive lavorative. Potremmo dire semplificando: un settore non ancora "colonizzato" dagli uomini. Ma, proprio perche' cosi' ricco di prospettive di carriera e new business, un po' per volta ha iniziato a seguire gli schemi classici di molti altri settori: tetto di vetro, gerarchie con tante donne alla base dei profili professionali e pochissime ai vertici. Insomma, anche l'IT e' forse diventato meno attrattivo per le donne e quindi viene abbandonato gia' a livello di formazione. Puo' anche giocare il fatto che si sta ragionando in una prospettiva di breve periodo, magari siamo in una temporanea fase di flessione...
Lorenza
Scritto da: Lorenza Ferrario | 18/11/08 a 13:30