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Lo stipendio nei laboratori

Anche quest'anno The Scientist pubblica i risultati di un'indagine sulle retribuzioni degli scienziati americani che lavorano nel settore delle scienze della vita. Si possono ottenere informazioni sulle specializzazioni meglio remunerate, sulle organizzazioni più generose, sugli stati dove le università pagano meglio, sulla differenza tra salari percepiti da ricercatori uomini e ricercatori donne. Si possono scorrere dati dai quali risultano i campi in cui si è pagati di più con lo sforzo minore, oppure viceversa. Ci sono indicatori che permettono di distinguere il livello stipendiale per appartenenza etnica e per cittadinanza. Si possono incrociare decine di informazioni, come piace tanto agli americani.

Comunque si leggano però, i dati che emergono provocano un attacco di bile al ricercatore italiano. La media 2008 in USA è di 85.000 dollari (il 13 per cento in più dei 74.000 dollari del 2006): lo stipendio medio nell'industria è di 107.000 dollari, in una start-up di 100.000 dollari e in università di 77.900 dollari. Se, oltre a confrontare i salari italiani con quelli americani, si aggiunge che un ricercatore "naturalized citizen" percepisce molto di più di un "native-born American" (112.500 dollari contro 97.000), non è difficile capire come mai resista tanto bene il mito dell'America come terra che attrae ricercatori.