Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Guardie, ladri, terroristi e il pedinamento globale

A onor del vero non è solo il governo italiano a porsi il problema di introdurre controlli sulla rete, e in particolare sui siti di social network. Il ministero dell'interno britannico ha un piano che prevede la creazione di un database centrale in cui verrebbero registrate le tracce di ogni telefonata, e-mail e visita web degli utenti inglesi. Bontà loro, nella banca dati non sarebbero conservati i contenuti delle conversazioni ma solo i riferimenti attraverso i quali risalire a chi parla con chi e a chi consulta cosa. A rendere il progetto ancora più rassicurante c'è la proposta di affidare la gestione di questo database centrale ad una società privata (forse mutuando la best practice italiana di Telecom). Nel gioco tra guardie e ladri, le ragioni di chi vuole aggiornare le capacità tecniche degli investigatori, per far fronte alle nuove problematiche della sicurezza, sembrano non tener conto che ormai in rete passa quasi tutto della vita di una persona. Monitorare l'uso del web e del telefono da parte di una persona è più invasivo che farla pedinare ventiquattr'ore su ventiquattro. Con la differenza che tramite la rete si possono seguire milioni di persone, simultaneamente e a costo ridotto, senza barbe finte e senza lunghi appostamenti davanti al portone di casa. La tecnologia non si limita a consentire la semplice estensione di pratiche tradizionali di sorveglianza, ma ne cambia sostanzialmente il contenuto. E' la conseguenza di uno spostamento del confine tra spazio pubblico e spazio privato, che iniziando da moventi ludici (vedi Facebook) può finire in pochi click negli archivi dei ministeri dell'interno. E' troppo pretendere che non sia dato per scontato questo scivolamento dall'intrusione puntuale all'intrusione globale?