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Pensierino finale

Al termine di questo Earth day – in cui tutto il mondo ha celebrato con enfasi la propria miopia ambientale – non si può chiudere la giornata senza rivolgere un pensiero, grato e carico di speranza, alla mozione approvata il 18 marzo dal Senato della Repubblica italiana, ultima roccaforte di un pensiero libero e incondizionato. Capitanati dall'intrepido D'Alì (presidente della commissione ambiente) i nostri senatori, nel senso della maggioranza, hanno impresso nero su bianco il loro convincimento fermo che non c'è proprio da credere che "la causa del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica". E che se anche questa storia del riscaldamento globale fosse vera, comunque, "i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici". Pertanto la maggioranza del Senato, sulla base dei propri accurati studi, ha voluto rassicurare gli italiani sul fatto "che il livello dell’acqua negli oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, che i ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non si stanno sciogliendo, che il numero e l’intensità dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, che negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo dell’atmosfera terrestre non risulta aumentata, che secondo gli oceanografi non vi è alcun rischio di blocco della corrente del Golfo".

Bene ha fatto quindi il governo italiano a non inserire nel pacchetto di stimolo dell'economia delle misure per rendere "verde" l'economia (se non per una trascurabile percentuale dell' 1,3 per cento, contro il 59 per cento dell'Unione europea, il 38 per cento della Cina, il 21 per cento della Francia, il 13 per cento della Germania e l'81 per cento della Corea del sud). Perché infatti sprecare risorse preziose per "un costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di mitigazione", visto che il nostro Senato è convinto che il riscaldamento del pianeta sia una bufala colossale? Certe panzane lasciamole credere ad Obama, ai trenta paesi dell'Ocse, alle economie asiatiche emergenti e a tutti i creduloni che popolano la terra. Noi, che la sappiamo lunga, teniamoci i nostri finanziamenti per opere più importanti. Chessò, un ponte sullo stretto o una slargatina alle villette della Brianza, per fare un esempio.