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Spazi peripersonali ed extrapersonali

C’è una cosa che salta all’occhio in questa notizia riportata da Wired (quello americano), dove si parla di una nuova teoria sui neuroni-specchio, pubblicata il 17 aprile da Science. Sembrerebbe, questa è la novità, che da queste cellule del cervello non solo dipende una parte della nostra capacità di comprendere azioni e intenzioni di chi abbiamo di fronte, ma che la loro funzione varia a seconda della distanza che ci separa dal nostro interlocutore. Un conto è se l’azione si svolge in prossimità, e quindi implica da parte nostra un certo tipo di attenzione e/o reazione, altro conto invece è se avviene fuori della nostra portata (e quindi non richiede interazione, né contromisure urgenti come darsela a gambe). Una conclusione alla quale sono giunti ricercatori dell’Università di Tubinga e di Pavia, da un lato dell’oceano, e dell’Università della California, dall’altro lato. Tutti italiani. Verosimilmente zeppi di neuroni-specchio che li hanno fatti interagire malgrado la distanza. A dispetto della loro teoria.