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Goats in My Back Yard

Gli esperti lanciano l'allarme perché l'uso di internet – e in particolare dei motori di ricerca – fa crescere esponenzialmente il fabbisogno elettrico mondiale. Il tema dei consumi energetici potrebbe diventare una vera e propria emergenza per lo sviluppo futuro di internet, visto che oggi la crescita di potenza assorbita è dell'ordine del 10 per cento ogni anno. Con costi che aumentano di conseguenza, tra bollette, nuovi data center e server sempre più potenti.

Quanto a footprint ecologico la pecora nera è YouTube. Per distribuire i suoi video in rete ha un bisogno smisurato di potenza elettrica e, secondo il Credit Suisse, questa voracità energetica si riflette in previsioni di bilancio piuttosto fosche. Il terzo maggior sito del mondo quest'anno potrebbe chiudere con una perdita di 470 milioni di dollari. Una cifra che neppure Google, che avendone la proprietà deve ripianarla, può permettersi di affrontare con leggerezza.

Deve essere per questo che l'appello ad una maggiore sobrietà energetica sta cominciando a diffondersi nella società di Mountain View. Magari il problema andrebbe affrontato un po' meno alla lontana