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Made in China

Scrive Loretta Napoleoni su uno degli ultimi numeri dell’Internazionale – e conviene annotarselo in questi tempi di celebrazione occidentale dei morti di piazza Tiananmen – che vent’anni dopo, e nel pieno della peggiore recessione dai tempi della grande depressione, “il fascino discreto della democrazia ha comunque poca presa in Cina, un paese dove l’economia funziona, il livello di vita da quel lontano 1989 e’ aumentato vertiginosamente e la crisi economica e’ meno grave rispetto al resto del mondo”. Allora, in piazza, c’era una manciata di intellettuali che sognavano una Cina democratica e una stragrande maggioranza di studenti e lavoratori che chiedevano riforme economiche. I secondi sono stati accantonati. I primi emarginati.

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