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500 milioni di telefonini e una democrazia

In India, e’ notizia di questi giorni, gli abbonati alla telefonia mobile hanno appena superato i 500 milioni, contro appena 37,2 milioni di linee telefoniche fisse. La densita’ sul totale della popolazione e’ di circa il 45 per cento: quasi un indiano su due quindi. Con una percentuale del 97 per cento nei centri urbani (che quindi include gli abitanti degli sterminati slums in cui vive la popolazione più povera) e del 18 per cento nelle aree rurali. Dopo la Cina, e’ la seconda nazione con il più folto gruppo di utilizzatori di telefonia mobile. Dimostrando al tempo stesso – con un rapporto di 12 a 1 tra telefoni cellulari e telefoni fissi – che nei paesi in fase di sviluppo e’ più facile saltare direttamente all’ultima generazione di soluzioni tecnologiche piuttosto che percorrere tutte le tappe intermedie. Se ha ragione Manuel Castells – che nel suo ultimo libro “Comunicazione e potere” ha scritto che la comunicazione wireless svolge un ruolo chiave nel sostenere l’autonomia personale e culturale, in quanto le reti di telefonia mobile diventano reti di fiducia su cui possono nascere modalita’ nuove di mobilitazione sociale e politica – la più popolosa democrazia del mondo potrebbe sorprenderci nei prossimi anni. E non certo per gli stereotipi cui siamo abituati.