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Paradossi della montagna incantata

Eric Le Boucher, già giornalista economico di Le Monde, nel suo blog Slate.fr segnala il paradosso. Nell'anno in cui la crisi ha dato loro ragione, gli organizzatori del Global Social Forum chiudono i battenti. Il movimento ha perso vigore. I suoi referenti politici – da Lula a José Bové – hanno scoperto di non militare nello stesso campo, perché non esiste un pensiero radicale che li unisca davvero nel trovare soluzioni positive alla crisi. Un problema che pare affliggere anche la sinistra non radicale, a giudicare dai risultati in giro per il mondo. Perde quando invece dovrebbe vincere. Ed anzi appare più smarrita che mai.

Mentre l'inossidabile Klaus Schwab può festeggiare senza scosse i quarant'anni della sua creatura: il World Economic Forum di Davos. Sulle nevi della montagna incantata anche quest'anno la grande rappresentazione mediatica celebrerà i successi del gotha politico e finanziario mondiale. Anzi, il Forum – quasi beffardamente – in questa edizione si incarica addirittura di "migliorare lo stato del mondo, ripensarlo, ridisegnarlo, ricostruirlo". Un compito che forse sarebbe stato giudicato lievemente fuori portata dai personaggi di Thomas Mann, lassù nel sanatorio, da dove assistevano in anticipo agli sconvolgimenti di un mondo vittima delle dottrine.