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Il Santo Graal e la Royal Academy of Engineering

Nel giro di non più di cinque anni un’azienda privata come Google potrà avere a disposizione informazioni personali sufficienti per localizzare con precisione i movimenti e le azioni di ogni singolo individuo, attraverso l’uso combinato di strumenti come Google Earth, Google Calendar e Google Health (il nuovo servizio web in fase di rilascio). Questa è la previsione di Nigel Gilbert, professore della University of Surrey che ha curato per conto della britannica Royal Academy of Engineering un rapporto da titolo "Dilemmas_of_privacy_and_surveillance_report " (per una sintesi video, vedi; per una sintesi in slide, leggi).

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Secondo Gilbert, il motore di ricerca sarà potenzialmente in grado di rispondere a domande del tipo: "Cosa stava facendo Mario Rossi alle cinque di ieri pomeriggio?". La tanto decantata pervasività dell’intelligenza distribuita – che avrà contagiato indumenti, pareti domestiche, spazi pubblici – consentirà di raccogliere informazioni con una precisione ed una capillarità mai conosciute prima.  Informazioni dalle quali la prossima generazione di applicazioni web, guidata da strumenti di interpretazione semantica gradualmente più sofisticati, potrà trarre elementi per farsi un’idea delle nostre stesse intenzioni e future decisioni.

Del resto Larry Page, co-fondatore di Google, alla conferenza annuale dei partner europei (più che appropriatamente intitolata Zeitgeist ’06…) aveva descritto così il motore di ricerca dei suoi sogni: "The ultimate search engine would understand everything in the world. It would understand everything that you asked it and give you back the exact right thing instantly".

Questo nuovo Santo Graal, ormai a portata di mano, è un dono inevitabile o possiamo fare ancora qualcosa per sottrarci alla sua presa?