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Acqua, luce e …

Su in montagna non manca l’acqua. Anche di elettricità ce n’è quanta ne serve, perdipiù bella pulita. Quasi tutta idroelettrica. Il telefono arriva più o meno ovunque, perchè all’epoca Telecom era una società pubblica e sul servizio universale non poteva sgarrare. Invece niente adsl, banda larga neanche a parlarne (ne ha scritto anche Sandro Mangiaterra qualche tempo fa). Non si guadagna abbastanza a portare internet in paesi di poche case, perdipiù abitate da vecchi.

Così su 223 comuni ben 151 sono rimasti tagliati fuori: più o meno il 20 per cento della popolazione del Trentino. Proprio la più periferica. Quella che dell’accesso alla rete avrebbe potuto avvantaggiarsi di più.  Perché la montagna sarà anche abitata in prevalenza da persone anziane, ma mica da primitivi. Basta andare in Vallarsa e vedere cosa è riuscito a fare Geremia Gios quando ha portato internet nei circoli anziani

Chiaro allora che la faccenda andava affrontata di petto. L’accesso alla rete ormai è un servizio fondamentale, nè più nè meno come l’acqua e l’energia elettrica. E il divario digitale è una limitazione di fatto dei diritti di cittadinanza. Quindi se il privato nicchia, sta all’ente pubblico intervenire.

E così si è fatto. Entro giugno tutto il Trentino sarà coperto da una rete wireless che rimedierà all’isolamento digitale della parte di territorio non servito. E sarà probabilmente  la più estesa rete wireless d’Europa. Perchè vivere in montagna è già abbastanza complicato anche senza aggiungere altri handicap.