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Spendere presto e spendere bene

Andrea Bonaccorsi e Mario Calderini spiegano su lavoce.info perché non sempre spendere presto significa spendere bene. Il Quadro strategico nazionale 2007-2013 prevede più di 20 miliardi di euro di fondi strutturali (PON, POR e FAS) da impiegare in ricerca e innovazione nelle regioni del mezzogiorno. La Commissione europea spinge perché questi soldi vengano spesi in tempi brevi: entro la fine di quest'anno una quota importante di queste risorse deve essere già impiegata se non si vuole che le assegnazioni vadano perdute. Per tutta risposta il ministero della ricerca (responsabile per il PON) ha scelto di dare via libera ai progetti già "cantierabili", recependo senza selezione e senza coordinamento le priorità delle singole regioni. Si spenderà prima (forse) ma certo si spenderà senza una strategia di respiro nazionale ed europeo, limitandosi ad assemblare le richieste dei vari territori. Non sarebbe difficile fare diversamente (ed evitare di sprecare risorse per la ricerca, sempre più preziose perché rare). Basterebbe ad esempio guardare a quello che ha fatto un altro ministero dello stesso governo – quello dello sviluppo economico – che per la parte di propria competenza ha avviato un confronto con le regioni sulla selezione delle priorità e sui criteri di valutazione, per garantire scelte avvedute in un quadro di compatibilità nazionale. Basterebbe poco davvero, visto che questo lavoro ha prodotto una serie di analisi fattuali e un quadro delle sette aree tecnologiche su cui varrebbe la pena di indirizzare le otto regioni meridionali. Così semplice, così lontano dall'orizzonte del ministero della ricerca.