Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sulle rive del Tagus

La produzione high tech del Portogallo è tornata ai livelli del 2002, quando i prodotti tecnologici rappresentavano meno del 10% dell'export. Nel 2008 la bilancia si è spostata tutta dalla parte dell'importazione di tecnologia dall'estero (7,8 miliardi di euro di import contro 3,4 miliardi di euro di export). Il paese che ha battezzato la politica per portare l'Europa a colmare lo svantaggio in termini di innovazione rispetto agli Stati Uniti – la "strategia di Lisbona", appunto – si trova in mezzo a un guado. Da un lato ha progressivamente abbandonato le produzioni a bassa tecnologia, migrate verso paesi con costi inferiori, dall'altro non è riuscito a fare il salto verso le produzioni ad alta tecnologia.

Lisbona, ad un anno dal 2010, è lo specchio di un'Europa in cui prevale la media intensità tecnologica. E dire che in questo decennio il continente sarebbe dovuto diventare "the most dynamic and competitive knowledge-based economy in the world, capable of sustainable economic growth with more and better jobs and greater social cohesion, and respect for the environment". Parole che qualcuno forse si sarà pentito di aver pronunciato, sulle rive del Tagus.